misuratore di pressione sanguigna

Perché è importante monitorare la pressione sanguigna quando si fa tanto sport?

Per cominciare: cos’è la pressione sanguigna

Tutti parlano di pressione sanguigna e dell’importanza di tenerla monitorata, ma forse in pochi conoscono il suo reale significato scientifico. La pressione sanguigna altro non è che la forza esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi sanguigni quando viene pompato dal cuore. Le pareti dell’aorta si dilatano e si contraggono in base all’effettiva quantità di sangue che le attraversa e, in questo modo, riescono a regolare la pressione. Anche nel linguaggio comune si usano, poi, i termini pressione massima e pressione minima.

La prima è detta anche pressione sistolica e corrisponde a quella esercitata dal cuore nel momento in cui pompa il sangue nelle arterie. La seconda, detta anche pressione diastolica, è quella esercitata dalle pareti delle arterie quando il cuore si rilassa. Oltre a queste, esiste anche la pressione differenziale che corrisponde alla differenza tra le due pressioni suddette. I valori ottimali di pressione variano in funzione di diversi fattori, come sesso, età, peso, tipologia di vita, attività fisica svolta….

Pressione sanguigna e sport

E’ ormai risaputo che una costante attività fisica porta a un benessere psicofisico generale e, nello specifico, ha un’influenza positiva anche sui livelli di pressione arteriosa. Questi nel lungo periodo si traducono anche nella risoluzione di possibili problemi di ipertensione. Una regolare attività fisica, infatti, riduce e mantiene costante il peso corporeo, fa diminuire la massa grassa a favore di quella magra, limita i livelli di stress ed è a tutti gli effetti un metodo di mantenimento, prevenzione e trattamento delle attività cardiovascolari.

Se poi l’attività fisica è legata a comportamenti di vita salutari come una sana, varia e corretta alimentazione, il non fumare e il non bere alcoolici, i vantaggi sono ancora più amplificati. L’attività fisica migliore da questo punto di vista è quella aerobica, come ad esempio la corsa o il ciclismo, per almeno tre volte la settimana e con sedute di durata non inferiore a 20-30 minuti.

 

I motivi che devono portare ogni sportivo a tenere sotto controllo e a misurare la propria pressione sanguigna

Uno sportivo, sia amatoriale, sia professionista, tra i diversi parametri che deve misurare costantemente e tenere sotto controllo, ha anche i livelli della propria pressione sanguigna. L’attività fisica, infatti, tende ad aumentare la pressione sistolica che è portata, poi, gradualmente a ritornare ai livelli normali al termine dello sforzo compiuto. L’intervallo di tempo necessario per ripristinare i valori iniziali è un indice del grado di allenamento raggiunto e dello stato di salute in generale della persona.

L’attività fisica, invece, non dovrebbe avere grossi effetti sulla pressione diastolica. Se un qualsiasi sportivo dovesse perciò rilevare delle variazioni significative nella propria pressione minima deve immediatamente contattare un medico. Inoltre è bene non strafare e non superare i propri limiti perciò se durante l’allenamento o la seduta sportiva ci si accorge che la propria pressione massima supera i 200 mmHg è bene interrompere immediatamente lo sforzo anche perchè sopra i 220 mmHg si possono correre dei seri problemi e rischi per il proprio apparato cardiovascolare.

Quali strumenti si possono utilizzare per misurare la pressione, soprattutto se si è degli sportivi

Lo strumento utilizzato per misurare la pressione sanguigna è lo sfigmomanometro e i risultati ottenuti sono i valori di pressione massima e minima espressi in mmHg. Ne esistono di tantissimi tipi e modelli, ormai anche molto semplici da utilizzare. E’ proprio per questo motivo che ogni sportivo può misurare e tenere monitorati i propri livelli di pressione in totale autonomia prima, dopo e durante la seduta di allenamento. In generale, si distinguono in analogici (manuali) ed elettronici (automatizzati).

I primi sono quelli che funzionano con una fascia da applicare al polso e una sorta di pompetta che la gonfia. Sono, per capire, quelli utilizzati da medici ed operatori sanitari.

I secondi, invece, sono quelli di ultima generazione che funzionano semplicemente schiacciando un bottone, ma non per questo sono meno sicuri e precisi. I misuratori elettronici disponibili in commercio possono essere applicati sia sul braccio, sia sul polso e possono essere costituiti da una fascia esterna da avvolgere sul corpo con il dispositivo di lettura esterno ad essa collegata oppure essere un unico pezzo (fascia e display collegati insieme). In generale, oltre a rilevare la pressione massima e minima, leggono anche la frequenza cardiaca.

La lettura dei valori è quasi immediata, infatti richiede in generale meno di un minuto e, nei modelli più recenti, permette anche di salvare e memorizzare i dati ottenuti per un controllo costante della propria situazione cardiovascolare. Occupano poco spazio e sono di solito custoditi in appositi contenitori rigidi, perciò sono perfetti anche per chi pratica sport all’aperto. Per gli atleti più esigenti, poi, esistono dei misuratori di pressione da polso così piccoli e compatti che possono essere paragonati a dei veri e propri orologi.

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